PNRR bando Rigenerazione Urbana. Ennesimo “preoccupante” esempio di gestione dei fondi “Next Generation"

Appaiono incomprensibili le modalità di attribuzione dei Fondi PNRR relativi al bando sulla Rigenerazione Urbana (volto alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado Sociale) destinati ai Comuni sotto i 15.000 abitanti, dichiara Fabrizio Canetto Presidente Nazionale di ASSOEURO l’Associazione Italiana degli Europrogettisti e Project Manager.
L’ennesima preoccupante pagina sul PNRR è stata suggellata nei giorni scorsi dal Ministero dell’Interno in relazione alla ripartizione dei fondi in oggetto. La pubblicazione della graduatoria ha infatti evidenziato una logica, quantomeno, discutibile nella valutazione dei progetti provenienti e presentati da tutte le Regioni Italiane dove, la qualità progettuale e le scelte strategiche sono state, apparentemente, ignorate e/o sottovalutate a vantaggio di un ipotetico parametro di valutazione, cioè quello della cosiddetta “Vulnerabilità dei territori” un indice territoriale stabilito dall’ISTAT che, come più volte segnalato dai Comuni e da tutte le categorie di settore, ANCI compreso, non rappresenta e non fotografa, nel modo più assoluto, la realtà dei territori con le proprie fragilità.
Questa modalità di valutazione intrapresa, prosegue Canetto, ha causato l’esclusione “tout court” di intere Regioni e territori. Disparità che sembrano incomprensibili alla luce dei principi base del PNRR che, come puntualmente evidenziato nell’impalcatura generale, avrebbero dovuto garantire a prescindere da tutto, una quota equa e certa a tutte le Regione con una ulteriore logica di distribuzione tra nord e sud pari all’incirca (su tutte le linee di finanziamento) al 45% per il nord e 55% per il sud.
Le scelte decisamente singolari e, a nostro parere, poco lungimiranti, intraprese dal Ministero, determinano di fatto che, circa il 50% dei fondi disponibili saranno attribuiti ad una sola Regione, la Campania che vede finanziati circa 100 “CENTO” Progetti del proprio territorio e le restanti “briciole” suddivise in altre 4 Regioni: Calabria, Sicilia, Puglia e Marche.
Qualora il Ministero avesse chiarito da subito l’esclusivo utilizzo di questa logica “evidentemente discriminatoria”, avrebbe evitato a centinaia di Europrogettisti e altrettante amministrazioni Comunali di lavorare inutilmente e gettare, letteralmente al vento, tempo e risorse che, come ben sappiamo, non abbondano, soprattutto nelle casse dei piccoli Comuni.
Ricordo altresì che esiste una sorta di classificazione Europea delle Regioni, valida per tutte le Nazioni facenti parte dell’UE, continuamente aggiornata ed estremamente attendibile, suddivisa in tre fasce e che posiziona e valuta le stesse in base al PIL reale e che tutte le Nazioni “normalmente” utilizzano, come elemento di base, per fare scelte e valutazioni di questo tipo.
Questo preoccupante precedente potrebbe minare, di fatto, le fondamenta su cui si regge la credibilità ed il buon esito del PNRR perché, visti gli esiti attuali e i costi sostenuti ed “anticipati” dalle Amministrazione per la predisposizione dei bandi, potrebbe apparire non più come un investimento ed una risorsa, ma solo come un ulteriore e inutile aggravio di spese a discapito delle già magre casse Comunali.
Il merito, dettato dalla qualità progettuale dei professionisti del settore e dalle mirate scelte strategiche delle PP.AA., conclude Canetto non può essere, in alcun modo, umiliato e ignorato, da un modus operandi totalmente inadeguato, soprattutto in un momento storico come questo dove, attraverso il PNRR si “dovrebbe” rilanciare l’Italia adeguandola agli standard ed alle “best Practices” Europee.
Il Presidente Nazionale 
Fabrizio Canetto